lunedì 6 luglio 2015

I fondamentali del campeggio

Ciao a tutti, 

si avvicina il mio soggiorno al mare rigorosamente in CAMPEGGIO!!! Adoro il campeggio, la vita all'aria aperta, la sensazione di libertà. Quest'anno inaugureremo la nuova tenda Vis a Vis 4 VIP della Bertoni.

Diversamente dalla vecchia tenda a tunnel questa presenta una veranda più ampia e completamente chiudibile in caso di pioggia (caduta abbondantemente la scorsa estate) e due stanze da due persone SEPARATE, così magari questa estate riuscirò a dormire senza il mio piccolino che ogni due su tre abbandona il suo materassino per approdare al mio.

Speriamo di aver scelto bene. Vi farò una recensione e posteriori. 

La vecchia tenda ho deciso di venderla, visto che era ancora in ottimo stato. Parlando con il compratore mi sono resa conto che ci sono sempre più persone che si avvicinano al campeggio, ma che non sanno assolutamente da dove cominciare. 

Sono lieta di presentarvi la mia mini-guida al campeggio! Prenderò in esame passo passo tutto ciò che occorre per una vacanza in campeggio che non faccia rimpiangere l'albergo, considerando principalmente ciò che serve per vacanze medio-lunghe. 

Cominciamo con i fondamentali:

La tenda

Igloo, canadese, a tunnel, a casetta: venghino signori, venghino!! Ce n'è per tutti i gusti!!
Non è mia intenzione descrivere i diversi tipi di tenda, ma darvi alcuni consigli per poter scegliere la tenda giusta per le vostre esigenze.
Per chi vuole fare delle vacanze itineranti, che prevedono il montaggio e lo smontaggio ripetuto della tenda, i modelli da preferirsi sono quelli a igloo e canadese. Il modello canadese è pratico da trasportare e leggero, ma piuttosto complicato da montare e ormai sta perdendo piede a favore del modello a igloo, che oltre ai già citati vantaggi della canadese, risulta anche agile nel montaggio.

Tenda canadese da campeggio
Tenda canadese
Tenda a igloo
Questi due tipi di tenda, ideali per vacanze lampo o itineranti e in montagna, hanno però uno spazio angusto, che costringe ad entrare accovacciati e spesso non prevede lo spazio per riporre i bagagli all'interno, risultando scomode in caso di lunghi periodi di campeggio e per la famiglia. Se infatti l'obiettivo è quello di montare la tenda e godersi la vacanza per 15 giorni, un modello a tunnel o a casetta sono l'ideale. La tenda a tunnel, compatta da chiusa e facile da montare grazie al sistema a tubi flessibili tipico delle tende a igloo, è il modello che riscuote il maggior successo perché associa alla flessibilità un ottimo spazio vitale interno, essendo composta da una camera da 3-4-6 persone, spesso divisibile in due e da una veranda anteriore richiudibile in caso di pioggia, utilizzabile per riporre al coperto frigo o valigie o nei modelli più ampi, tavolo e sedie. Una variante del modello a tunnel è quello scelto da me quest'anno, che permette di avere una maggiore privacy grazie alle camere separate. Il massimo della vivibilità si raggiunge tuttavia con le tende a casetta, che come dice il nome, sono delle vere e proprie casette composte da uno o normalmente più stanze e uno spazio veranda molto ampio in cui è possibile alloggiare tavolo, sedie e anche la cucina. Benché questa sia la soluzione ideale per la famiglia, bisogna tenere presente che tende di questo tipo occupano molto spazio una volta richiuse e che il loro montaggio può risultare impegnativo.
Risultati immagini per tipi di tende da campeggio
Tenda a tunnel

Risultati immagini per tipi di tende da campeggio
Tenda a casetta

Per maggiori info: 
www.tende-campeggio.it/
www.campeggiotende.it/
www.ferrino.it/

Il materassino

Per quanto riguarda il materassino vi consiglio di investire qualche euro in più, ma di comprarlo di buona fattura. Il riposo può essere infatti un momento di difficoltà a causa del caldo e dei rumori provenienti dagli altri campeggiatori. Se poi il materasso non è comodo, dormire può diventare veramente difficile e le notti insonni rischiano di rovinarvi la vacanza. Un materassino floccato gonfiabile è quello che vi consiglio perché unisce un buon supporto per la schiena e un buon grado di isolamento da terra, cosa da non trascurare se si va in campeggio a giugno, quando le giornate sono calde, ma le notti sono ancora freschette. Vi consiglio inoltre di prenderlo di altezza massima di 15-20 cm per evitare eccessivo ingombro, a meno che voi non possediate una tenda a casetta, nella quale una brandina potrebbe risultare la scelta ideale. 

Il sacco a pelo

Per gli stessi motivi elencati sopra, anche il sacco a pelo va scelto bene tenendo conto delle proprie esigenze. Se si stanno per fare vacanze estive in una località calda, il sacco a pelo deve essere idoneo a temperature alte (temperatura di utilizzo intorno ai 20 °C) viceversa se si vuole andare in alta montagna in primavera il sacco a pelo dovrà garantire il calore ed essere quindi idoneo per basse temperature (temperatura di utilizza intorno ai 10 °C). 
L'imbottitura del sacco a pelo insieme al materiale di rivestimento determina qualità e prezzo. L'imbottitura può essere sintetica o in piumino (o piuma) d'oca. Quest'ultima garantisce leggerezza e traspirabilità, ma tende ad assorbire l'umidità sia ambientale sia vostra e a dare una sensazione di freddo durante la notte. Inoltre a qualcuno può creare qualche problema di tipo etico. Gli attuali materiali sintetici pur non arrivando al grado di confort della piuma in termini di traspirabilità e leggerezza sono molto validi e meno igroscopici, meno delicati per quanto riguarda la manutenzione e meno costosi. Il rivestimento può essere in cotone o in poliestere. Inutile dire che il cotone garantisce una migliore sensazione di freschezza, soprattutto in estate rispetto al poliestere. Tuttavia sono ormai presenti in commercio i sacchi-letto in cotone da inserire nel sacco a pelo. Questi hanno il vantaggio di permettevi di dormire solo con il lenzuolo addosso in caso di notte particolarmente calda, di avere il cotone sulla pelle e di poter essere lavati al bisogno anche in campeggio, garantendo quindi l'igiene. 
Per quanto riguarda la forma quelli a coperta sono più comodi e freschi rispetto a quelli a mummia e quindi consigliabili in caso di campeggio estivo. 

Il tavolo

Poco da dire sul tavolo che chiaramente deve essere adeguato al numero di commensali. In commercio potete trovare tavoli che si chiudono a valigia e tavoli a tapparella. Io sinceramente ho optato per il secondo tipo, che una volta chiuso, occupa spazio principalmente in altezza. Sconsiglio invece soprattutto per soggiorni lunghi le soluzioni all-in-one, in cui tavolo e sgabelli compongono un'unica struttura. Queste soluzioni, ottime per un pic nic, non si adattano alle dimensione delle persone e possono risultare scomode se ci si vuole soffermare a tavola un po' di più, magari dopo cena, per sorseggiare una birra fresca in compagnia. 

La sedia

Le cose da portare in campeggio sono molte e spesso lo spazio per la sdraio non c'è. Allora diventa importantissimo avere almeno delle sedia comode che saranno l'unica alternativa al materassino. Io consiglio delle belle sedie da regista con i braccioli e la seduta ampia e comoda. Occupano un pochino di spazio in più in macchina, ma potrete leggere il giornale sorseggiando il caffè senza schiena o giunture doloranti. Ricordate che per i più piccoli esistono anche i seggioloni da campeggio che si possono utilizzare fino ai 10 anni (in questo modo si ammortizza la spesa).

Cosa ne pensate? Complicato? Divertente direi!! Quindi che fate? Campeggiate anche voi??

Emanuela




venerdì 3 luglio 2015

Chi non muore....

Ciao a tutti,

il mio breve periodo da dipendente statale è terminato!!

Si lo so, c'è poco da essere felici, ma ormai ho imparato a gioire della quotidianità. 

A novembre dello scorso anno sono infatti stata chiamata dalla mia ex-scuola superiore (che emozione!!) per insegnare scienze della terra e chimica al biennio. Devo dire che nonostante la mia avversione per le scienze della terra (sono una biologa non una geologa...), ho accettato come un assetato accetta un bicchiere d'acqua.

Tirate le somme, i pochi mesi come insegnante delle scuole superiori sono stati molto positivi. Ho conosciuto tante belle persone tra colleghi e studenti e alcune che sarebbe stato meglio non conoscere, ma si sa, sono gli eventi ostili che ci fanno crescere e maturare. 

Ora mi godo il meritato riposo, perché devo anche ammettere che, dato le mie condizioni di salute non proprio delle migliori, adesso sono un pochino stanca. 

Ma sono contenta, molto contenta, di ciò che è stato e di quello che ho fatto nonostante le difficoltà. 

E sono anche contenta di riprendere a scrivere in questo blog che mi ha salvato dalla solitudine nel lungo periodo di disoccupazione. 

Bentornata a me quindi e nell'attesa che si apra la prossima porta ne approfitto per fare due chiacchiere con voi!!

Emanuela



mercoledì 2 aprile 2014

Porta ovetti per la Pasqua!

Ciao a tutti,

da quanto tempo non aggiorno il mio blog!

Il fatto è che sto studiando tanto nella speranza di rilanciarmi nel mondo del lavoro. Sono arrivata alla conclusione che se continuo a sperare di essere assunta in un periodo così complicato, rischio di morire sperando. 

Allora, anche grazie ad una collaborazione con un gruppo di persone che crede in me e mi ha infuso un pò di fiducia, ho deciso di investire in formazione e di pianificare la possibilità di mettermi in proprio. D'altronde si dice aiutati che Dio ti aiuta!

Sono terrorizzata all'idea! In passato ho già fatto scelte sbagliate e temo di incappare in un altro errore di valutazione. Sono però ancor più terrorizzata da questa situazione di stallo esistenziale e quindi si raccoglie il coraggio e si parte!

Prima di ritornare sui libri volevo suggerirvi un lavoretto carino da fare con i vostri bimbi, che può diventare un regalo per i nonni. E' un lavoro adatto a bambini che abbiano già acquisito una buona manualità. Spero vi siano avanzate un pò di stelle filanti, perchè è il nostro materiale di partenza. In caso contrario potete utilizzare delle strisce di carta colorata. Per ritagliarle correttamente e averle tutte della sterra larghezza, potete utilizzre la macchinetta della pasta e precisamente, l'accessorio per fare le tagliatelle. Provare per credere!

Cestino pasquale!

Occorrente:
  • stelle filanti o strisce di carta colorata
  • colla stick
  • colla vinilica o vernice per decoupage
  • ovetti di cioccolato
Procedimento: 

Iniziate avvolgendo una stella filante molto stretta su se stessa fino ad ottenere un piccolo rocchetto. Fermate l'estremità con la colla stick. Ponete della colla stick sopra il punto di chiusura e attaccate una seconda stella filante di colore diverso. Avvolgete anche questa seconda striscia. 

Continuate ad attaccare stelle filanti fino a raggiungere un diametro di 10 cm. A questo punto delicatamente effettuate una pressione al centro e date al lavoro una forma a campana. Potete fare il fondo piatto, come ho fatto io, oppure tondo. In quest'ultimo caso dovrete poi fare dei piedini avvolgendo 1 o 2 stelle filanti, per permettere al cestino di stare in piedi. Con un pennello ricoprite il cestino di colla vinilica o, meglio ancora, di vernice fissante per decoupage. Fate questa operazione sia all'esterno sia all'interno del lavoro. Lasciate asciugare un paio d'ore per la colla vinilica, oppure il tempo necessario specificato dall'etichetta del prodotto per decoupage. 


Una volta asciutto, attaccate con la colla vinilica gli eventuali piedini (alemno 3) sul fondo e lasciate asciugare la colla.  Ponete all'interno del cestino una stella filante decorativa e gli ovetti di cioccolato. 


Potete utilizzare il cestino (magari più di uno) anche per servire gli ovetti a fine pranzo pasquale! Per farne un bel regalo, avvolgete il cestino con carta da pacchi trasparente e finite con un bel nastro colorato. 

Torno ai mie studi.

Buona giornata!

Emanuela





mercoledì 26 febbraio 2014

Rimedi naturali contro il raffreddore

Ciao a tutti, 

è un bel pò che non scrivo. Sono rimasta vittima di un lavoretto a tempo super determinato, dei malanni di stagione e della noia più grigia.

Quindi mi sono un pochino seduta ad aspettare l'ispirazione.

Mentre aspettavo, cercavo anche di recuperare la funzionalità delle mie vie respiratorie, chiuse e congestionate, con fumenti al timo e tisana alle spezie. 

Devo dire che i rimedi della nonna sono sempre efficaci. Per chi non lo sapesse il timo ha proprietà antibatteriche grazie al timolo, un fenolo che conferisce a quest'erba il suo caratteristico profumo. Facendo bollire mezzo cucchiaino di foglie secche (quelle che si usano in cucina) in un litro d'acqua e successivamente aspirando i vapori due/tre volte al giorno, si ottiene un duplice effetto, fluidificante dei vapori caldi e disinfettante del timo, aiutando a prevenire la sinusite. Provare per credere!

Se a questi benefici fumenti associamo anche una tisana con proprietà antibatteriche, antiinfiammatorie e antipiretiche il gioco è fatto. 

Ottenere questo infuso salutare è semplice. Ecco gli ingredienti:
  • 3 fettine di zenzero
  • 1/4 di stecca di cannella (circa 3 cm)
  • 2 chiodi di garofano
  • un pizzichino di noce moscata in polvere
  • 300 ml di acqua
Mettete l'acqua a bollire e quando sta per raggiungere il bollore, aggiungete gli ingredienti. Lasciate bollire circa 5 minuti. Spegnete e lasciate sedimentare qualche minuto. Versate in una tazza e dolcificate con miele, dall'effetto emolliente. 

Lo zenzero ha note proprietà antiinfiammatorie e leggermente antipiretiche; cannella e chiodi di garofano sono due eccezionali antibatterici, antimicotici e antivirali; la noce moscata ha un effetto depurativo e sedativo, ideale per la tisana della sera. Attenzione a non eccedere proprio con quest'ultimo componente: alte dosi di noce moscata provocano allucinazioni.

Data la difficoltà negli ultimi tempi di trovare lo zenzero fresco e l'impossibilità di trovarlo secco, ma a fette, ho deciso di autoprodurmi la mia scorta di zenzero secco a fette, ideale per preparare le tisane. 

Ho acquistato 4 bei rizomi di zenzero. Li ho sbucciati (uno alla volta), sciacquati e tagliati a fettine di circa 3 mm. Ho adagiato le fettine sul cestino per cuocere a vapore i cibi e ho posto il tutto sul temosifone. 24 ore di attesa, rigirando di tanto in tanto le fettine et voilà! Lo zenzero secco!

Zenzero secco: a sinstra le fettine fresche, a destra dopo 24 ore di essiccazione. 
Ponete le fettine secche in un barattolo di vetro chiuso e riponetelo lontano da calore ed umidità. Usandone 2/3 fettine otterrete una tisana con le stesse caratteristiche benefiche di quella ottenuta con lo zenzero fresco, ma dal sapore meno pungente.

Per oggi è tutto. 

A presto

Emanuela



venerdì 14 febbraio 2014

Oggi, illuminiamoci di meno!




Ciao a tutti,

oggi ricorre come ogni anno la giornata dedicata al risparmio energetico.


L'iniziativa si chiama "M'illumino di meno" ed è la più grande campagna di sensibilizzazione verso il risparmio energetico, giunta ormai alla decima edizione.

Come possiamo aderire a questa iniziativa?

Oggi tra le 18 e le 19.30 spegnamo tutte le luci e gli elettrodomestici e programmate una cena a lume di candela! Quale giorno migliore potevano scegliere se non San Valentino?

Questo per me sarebbe il terzo anno di adesione all'iniziativa, ma purtroppo questa sera all'orario prestabilito sarò di ritorno da una lezione di biologia.

Per maggiorni informazioni:

http://caterpillar.blog.rai.it/milluminodimeno/

https://www.facebook.com/milluminodimeno

Buon risparmio energetico!

Emanuela

mercoledì 12 febbraio 2014

Periodo di riflessione ...

Ciao a tutti,

è un pò che non scrivo. Ho avuto un pochino di cose da fare e mi sono ritagliata del tempo per pensare. 

Pensare a come uscire dall'impasse della mia situazione lavorativa e di salute. 

Per quanto riguarda il lavoro, ho ricominciato ad inviare CV, anche fuori regione e mi sono iscritta ad un concorso. 

Non sono molto speranzosa: alcuni CV inviati fuori regione sono stati scartati il giorno dopo l'invio ed il concorso prevede un intenso periodo di studio e una lunga selezione, sempre sperando che non si tratti di gioco già fatto, in tal caso sarebbe tutto inutile. 

Fuori da Milano, forse per la lontananza dall'università, le offerte di lavoro sono rare, ma hanno un numero di candidati inferiore a quello che accadrebbe allo stesso annuncio in Milano. Questo dà sicuramente un vantaggio in termini di visibilità, ma lo svantaggio è che potrebbero non prendere sul serio la mia disponibilità al trasferimento. Non demordo e stamattina ho inviato un altro CV.

Mi chiedo però se il mio poco entusiasmo si "senta" nelle mie lettere di presentazione ... 

Nei prossimi giorni inizierò anche a studiare per il concorso, mi sa che dovrò abbandonare un pochino questo blog. 

Per quanto riguarda la mia salute, sto leggendo, tanto. Ho intenzione di provare ad utilizzare i metodi naturali nella speranza di riuscire a fare abbassare le mie piastrine prima di arrivare all'utilizzo di farmaci con effetti collaterali pesanti. 

Forse sono un'illusa e pecco di superbia, ma essere riuscita a tenere a bada il morbo di Cronh per più di 10 anni senza utilizzare cortisone ed immunosoppressori, mi fa pensare di poter compiere lo stesso percorso anche per la trombocitemia. 

Non so se sia possibile, anche perché i sintomi sono subdoli e non mi danno molto preavviso, ma non riesco a darmi per vinta senza tentare. D'altronde c'è chi guarisce da tumori maligni, perché non potrebbe essere lo stesso per uno benigno?

La cosa è tutt'altro che semplice e richiederà impegno per modificare il mio attuale stile di vita, ad iniziare dall'alimentazione. A tal proposito nella pagina delle ricette vi posto una ricetta ricca in omega 3 e antociani.

Intanto ho scoperto che il ginkgo biloba ha attività antiaggregante pari all'acido acetil salicilico, ma con minor effetti sullo stomaco: questo potrebbe essere un buon sostituto al mio antiaggregante quotidiano.  

Mi chiedo se il mio ematologo sarà d'accordo o se indietreggerà inorridito. Io dico la seconda! 

Inoltre ho un'altra idea in testa, ma è un pò complicata ed in questo blog ho deciso di non prendermi troppo sul serio :-) quindi per ora, la tengo per me!

Quindi torniamo alle cose divertenti da fare!!

Allora, il mio sapone sta maturando bene! E' bianco ed inizia ad essere della giusta durezza. Nel caso abbiate voluto provare anche voi, ricordate di girare le forme ogni tanto per farlo asciugare bene da tutti e due i lati. 

Ho termianto il primo paio di babbucce, fatte con i ferri. Che ve ne pare?

Sono anche antiscivolo!


Lo ammetto, non sono bellissime, ma vi assicuro che quelle che sto facendo con l'uncinetto sono più carine!

Per renderle antiscivolo ha acquistato in un negozio di hobbistica un pennarello 3D per tessuti a ben 4,20 euro. Si applica, si fa asciugare e poi di "gonfia" con l'asciugacapelli.

un'ultima cosa: mi sono iscritta ad un gruppo per riuscire ad avere in dono un pochino di granuli di kefir di latte. Se mi va in porto a breve vi parlerò anche di questo. 

Per oggi è tutto.

A presto

Emanuela



giovedì 6 febbraio 2014

Finalmente il sole!!

Ciao a tutti,

finalmente oggi il sole ci ha fatto l'onore di farsi vivo! La giornata parte con tutto un altro spirito!

Ieri ho fatto veramente fatica ad arrivare a sera, pioggia fuori ed umore a terra. Cosa ho fatto? La calzetta! Non sto scherzando, ho preso uncinetto e lana ed ho cominciato a fare delle babbucce per il mio piccino. Dicono che il lavoro manuale faccia bene allo spirito. Ma si, proviamole tutte. 

Le babbucce non sono ancora pronte, ma appena saranno finite vi posto foto ed istruzioni. 

Cosa ne pensate dello yoga?

Per uscire dal circolo vizioso della casalinga disperata oltre a trovare qualcosa da fare, è buona prassi prendersi cura di se nel corpo e nello spirito. Nello spirito come già vi ho detto, ho cominciato e proseguo il mio percorso, ma nel corpo andiamo maluccio!
Visto che il tempo non collaborava, ho deciso di cominciare a muovermi in casa. Ho rispolverato una vecchia guida di salute naturale che riporta le spiegazioni per effettuare alcuni esercizi yoga e l'altro ieri mattina, di buon'ora, ho fatto una mezz'oretta di esercizi, constatando con vergogna di avere perso la flessibilità di una volta.

OK, andiamo tanto maluccio, ma con un pochino d'impegno e buona volontà penso di potercela fare a riconquistare un pò di forma fisica. 

Parte la sfida: riconquistare flessibilità prima della primavera. D'ora in poi tutte le mattine si ripete.

Ho scelto lo yoga perché tra tutte le discipline è quella che maggiormente fonde mente e corpo: al termine degli esercizi il tuo fisico si è sciolto e la tua mente rilassata. E' una disciplina che mi ha sempre affascinata. 

Se vi interessasse saperne di più, vi inserisco il link della prima lezione di Arianna Alessandri, una maestra di yoga. Su you tube ci sono tantissi video, ma per chi si approccia per la prima volta a questa disciplina penso che siano meglio due parole in più che una in meno e lei è molto brava.




Mi sa che oggi una passaggiata non me la toglie nessuno, bisogna cogliere l'attimo! 

Un consiglio per non incappare nei raffreddori dei fine inverno conseguenti all'entusiasmo di vedere il sole? 

Aggiungete 10 gocce di propoli in tintura madre alla vostra spremuta d'arancia quotidiana. La propoli ha attività antibatterica (è considerata un antibiotico naturale) e potenzia l'assorbimento della vitamina C contenuta nella spremuta! 

Vi saluto, il sole mi aspetta!

Namastè

Emanuela


lunedì 3 febbraio 2014

In un mare di noia ...

Uff!!

Giuro mi impegno a cercare sempre qualcosa da fare che mi tiri un pò su di morale, ma a volte è proprio difficile.

Oggi, ad esempio, è una giornata no.

La noia ha preso il sopravvento. Non che non abbia nulla da fare, ma rassettare casa, ritirare il bucato, stirare ecc. non aiutano a tirare su il morale.

Se almeno la smettesse di piovere potrei fare un bel giro in bici: l'attività fisica libera serotonina, l'ormone del buonumore.

Invece no, costretta nella mia buco-casa, in preda ai miei pensieri.

Domani andrà meglio, lo so.

Cerco almeno di rendere utile questa giornata passandovi un consiglio economico ed ecologico per tenere pulita la vostra lavastoviglie

I comuni curalavastoviglie presenti in commercio sono composti da sostanze chimiche inquinanti e ogni trattamento, in teoria da ripetere mensilmente, costa dai 3 ai 4 euro. 

Se anche voi come me avete l'abitudine di risciaquare via il grosso dello sporco dalle vostre stoviglie prima di porle in lavastoviglie, sicuramente non avrete problemi di accumulo di cibo nel filtro. Occhio però allo spreco d'acqua: riempite il lavello, immergete le stoviglie e passatele con uno spazzolino per piatti.

Il grosso del problema quindi dipenderà dal grasso e dal detersivo che si appiccicano nella lavastoviglie a causa dei cicli a bassa temperatura, che sono di solito da preferire sempre in nome del risparmio energetico.

Per rimuovere questo "sporco" che fa diminuire l'afficienza della lavastoviglie, è sufficiente ogni tanto fare un ciclo ad alta temperatura (intensivo) utilizzando al posto del curalavastoviglie la soda Solvay o carbonato di sodio (ATTENZIONE non confondere con la soda caustica o idrossido di sodio). 

Il carbonato di sodio è una sostanza biodegradabile e a basso costo (se non ricordo male, poco più di un euro per 1 kg) con attività sgrassante, sbiancante e deodorante. Un ciclo intensivo con mezzo cucchiaio di carbonato di sodio nella vaschetta del detersivo e mezzo nel contenitore WRD, pulirà perfettamente la vostra lavastoviglie. E' sconvolgente come a ciclo concluso sia possibile sentire l'odore del detersivo, sintomo che questo si attacca alla lavastoviglie. Al termine della pulizia, rimuovete il filtro e se permangono residui di sporco, lavatelo con un pochino di detersivo per piatti e lo spazzolino.

Sono tentata di provare ad utilizzare il carbonato al posto del detersivo ...

Un altro utilizzo eccellente del carbonato di sodio è come additivo per il bucato in lavatrice. Il carbonato di sodio infatti smacchia, sbianca e deodora in modo ecologico. In molti detersivi tradizionali l'effetto sbiancante è fittizio ed ottenuto mediante sostanze chimiche definite sbiancanti ottici. Quindi a voi sembra tutto più bianco, in realtà è merito una sostanza depositata sui vostri capi che riflette la luce e non di una maggiore pulizia dei capi. 

Sbiancanti ottici ed ammorbidenti spesso sono causa di reazioni allergiche o di sensibilizzazione cutanea. Ciò vuol dire che se magari la vostra pelle prude o siete vittime di un eritema queste sostanze potrebbero essere la causa o contribuire a peggiorare il sintomo. 

Il cabonato di sodio sbianca senza rimanere sui capi, aiuta a rimuovere le macchie, potenziando il potere detergente del vostro detersivo (potete anche diminuire il quantitativo di detersivo) e deodora, rimuovendo l'odore di sudore, cibo e fumo.

In ultimo, sciogliendo 1 cucchiaio di carbonato di sodio in 1 L d'acqua potete pulire sanitari, cucina, pavimenti e altre superfici lavabili. Io pulisco con la soda Solvay anche il forno!

Se oltre al risparmio economico derivante dall'uso della soda Solvay, volete aggiungere il risparmio energetico, vi do due piccoli accorgimenti:

  • per la lavastoviglie non è necessario terminare l'asciugatura. Fate iniziare la fase di asciugatura e poi spegnete la lavastoviglie ed aprite lo sportello: il calore farà asciugare velocemente tutto;

  • per la lavasciuga oltre che utilizzare cicli corti a basse temperature come per una normale lavatrice, potete impostare l'asciugatura ad un'ora o ad un'ora e mezza (in base al carico) e stendere i panni quando sono ancora caldi. L'effetto sarà duplice: i panni asciugheranno più velocemente e il calore distenderà le fibre permettendovi di non stirare asciugamani e lenzuola, ma anche magliette e pantaloni (in base al tessuto di cui sono fatti) contribuendo a risparmiare anche sulla corrente necessaria per il ferro da stiro.
Vi piacciono i miei consigli? Spero di si!

Buona serata a tutti!

Emanuela






giovedì 30 gennaio 2014

Oggi faccio ... la ceretta araba!

Ciao a tutti, 

oggi sono particolarmente allegra perché, in tempi da record, è arrivato l'idrossido di potassio, base che serve per produrre il sapone liquido. 

Inutile dirvi che non vedo l'ora di fare una prova. Nello stesso ordine ho richiesto anche la cera vergine e l'acido citrico di cui stavo finendo la scorta. 

Con la cera voglio provare a produrre una crema viso ed altri cosmetici. 

Nel frattempo ho preparato la ceretta araba, una ceretta a freddo idrosolubile che ha il vantaggio di essere biodegradabile al 100% ed estremamente poco costosa: zucchero e limoni costano in media 1,30 euro al chilo.

Il vantaggio di questa cera oltre al costo e alla biodegradabilità, è quello di poter essere rimossa con l'acqua, quindi se sbagliate a stenderla, la potete lavare via facilmente. Stessa cosa vale per i residui dopo ceretta. 

Lo svaltaggio invece riguarda la pelle umida (sudata): in questo caso la ceretta non si attacca bene. Per ovviare al problema cospargete del talco sulla pelle prima della cera.

Ingredienti: 

  • 240 g di zucchero 
  • 60 g di succo di limone filtrato (circa 2 limoni)

Procedimento: 

Pesare gli ingredienti. Porre lo zucchero in una padella antiaderente. Io ho utilizzato una padella in ceramica per rendere evidente il viraggio del colore. Porre il succo di limone nella padella e mescolare. 



Accendere il fornello a fuoco vivace e mescolare fino all'inizio della bollitura. Lo zucchero si scioglierà lentamente. Abbassare la fiamma e lasciare cuocere (circa 10 minuti) mescolando di tanto in tanto fino a quando non prende un colore ambrato.


Nel caso in cui non abbiate una padella in ceramica, fate la prova della tazzina per sapere quando è il momento di spegnere. Dovrete sentire un profumo dolciastro, ma mai di caramello. Quest'ultimo caso vorrebbe dire che avete cotto troppo la ceretta. 


Nella foto precedente il colore corretto è quello della goccia ambrata in alto sulla sinistra. La goccia in basso è invece il colore ad inizio bollitura (la terza è a quasi cottura).
Una volta pronta, riporre la ceretta in un contenitore di vetro e lasciare raffreddare. Conservare in frigorifero. C'è chi aggiunge dell'olio essenziale, ma secondo me è già profumata di suo.



Per utilizzarla basterà scaldarla a bagnomaria o nel microonde per 30 secondi. Per mantenerla liquida durante tutto il tempo necessario, tenerla a bagnomaria in acqua calda.

La ceretta va applicata sulla pelle pulita con una spatolina (abbassalingua, coltello non dentato, spalmino per il burro) in uno strato sottile nel senso di crescita del pelo. Prima di procedere con l'applicazione, controllare la temperatura perchè se troppo calda può provocare ustioni.

Coprire la zona con una striscia in TNT per depilazione o con delle striscie di cotone. Premere bene con una mano e strappare con decisione in contropelo. La striscia si riutilizza più volte.

Dopo la ceretta lavarsi con un sapone delicato ed applicare un olio alla calendula. 

Fatto! Semplice, no? 

Io per essere ecologica al 100% ho preparato delle strisce con del tessuto che avevo in casa. Ho utilizzato una striscia in TNT per prendere le misure (19 x 7) ed eseguito un bordino a macchina per evitare che si sfilaccino. Non ho volutamente fatto il bordino piegato perchè mi dà l'impressione di essere più difficile da lavare. Ho fatto anche delle strisce più piccole (circa la metà), di precisione, per le zone "difficili".


Dopo l'utilizzo, le strisce vanno messe a bagno in acqua calda e poi lavate con acqua a sapone. 

Questa è la stessa ricetta che potete trovare in rete associata alla ceretta araba da utilizzare senza strisce. Io ho provato a fare la palla e ad utilizzarla, ma l'ho trovato più doloroso e piuttosto complicato: la cera si appiccicava alle mani. La tecnica con le strisce è molto più pratica. 

Già che ci sono, ho rimosso dagli stampi il sapone. 


 Non so se si nota, ma solidificandosi è diventato più bianco.


Ed eccolo qui! E' piuttosto morbido e fragile, ora dovrà maturare per 40 giorni. Le chiazze oleose che vedete sulle forme (ex-sotto) sono dovute alla glicerina che si forma nel processo di saponificazione.

Per oggi è tutto, ma ho un pò di idee che mi frullano per la testa. 

Buon pomeriggio!

Emanuela

mercoledì 29 gennaio 2014

Oggi faccio ... il sapone con olio di riciclo!

Ciao a tutti,

Ieri sera per distrarmi dal pensiero dell'aspirapolvere nuova, ho deciso di fare un pò di sapone. 

Questo è il mio secondo esperimento. Il primo è andato più o meno a buon fine, nel senso che il sapone ottenuto è risultato piuttosto morbido e tende a sciogliersi con troppa facilità se lasciato a contatto con l'acqua. 

Voglio fare del sapone recuperando l'olio di frittura, che come ben sapete, non va mai buttato nel lavello, ma recuperato in contenitori e portato alla piattaforma ecologica del vostro comune. Il sapone che otterrò sarà quindi di scarsa qualità dal punto di vista dei grassi e contenente sostanze inquinanti derivate dal cibo e dalla degradazione degli oli. Sarà adatto per il bucato, ma non per uso cosmetico. E' comunque un ottimo metodo per riciclare l'olio ed ottenere del sapone a basso costo. 

L'olio è infatti a costo zero, in quanto prodotto di scarto della vostra cucina. La soda caustica costa veramente molto poco: dai 2 ai 4 euro al chilo in base alla marca. Con un chilo di soda farete quasi 8 chili di sapone!!

Userò il metodo a freddo, che non prevede la cottura del sapone (risparmio energetico), ma una lunga stagionatura.

Necessario:
  • 1000 g di olio
  • 300 g di acqua
  • 134 g di soda caustica (NaOH)
  • 15-20 gocce di olio essenziale a piacere

Il quantitativo di soda l'ho calcolato considerando che per friggere io prediligo l'olio di girasole o quello di oliva, cha hanno stesso coefficiente di saponificazione. Il coefficiente di saponificazione rappresenta la quantità di soda caustica necessaria per saponificare completamente 1 g di olio.

Ecco alcuni esempi:


Il calcolo è semplice: si moltiplica il peso dell'olio in grammi per il suo coefficiente.
Per fare un sapone da bucato il quantitativo di soda così ottenuto è già quello giusto per saponificare. Se invece volete produrre un sapone ad uso cosmetico, la soda va "scontata", ovvero è bene ridurre il quantitativo di soda in modo da ottenere un sapone morbido, in cui i grassi non sono stati completamente saponificati e svolgono un effetto emolliente. Lo sconto della soda va da 1% a 5%.

La soda va disciolta in un liquido. Generalmente questo liquido è acqua, ma è anche possibile utilizzare infusi d'erbe (camomilla, the, malva, ecc.). Il liquido rappresenta il 30% del sapone, quindi per calcolare il quantitativo è sufficiente moltiplicare il peso dell'olio in grammi per 0,3. 

Ora vediamo il procedimento. 

Innanzi tutto si filtra l'olio che vogliamo riciclare in modo da eliminare il particolato disperso. Successivamente si pesa olio, acqua e soda. 


La mia bilancia digitale mi ha abbandonata (pile scariche uff!) e quindi ho dovuto pesare la soda con una bilancia classica. Spero che l'imprecisione della pesata non comprometta l'esito della mia saponificazione. 

ATTENZIONE!!! 
Adesso arriva il momento più pericoloso! Indossate i guanti (non fate come me) e disciogliete la soda caustica nell'acqua. Durante questa fase si sprigioneranno vapori tossici, evitate quindi di stare con la faccia sulla pentola e se potete, fate questa operazione vicino ad una finestra aperta. Io ho fatto tutto nel lavello della cucina che si trova non molto lontano dalla finestra. L'acqua si scalderà notevolmente (la reazione è esoergonica) e sarà estremamente alcalina (corrosiva). 
Misurate la temperatura con un termometro e quando si avvicinerà ai 45°C scaldate velocenente l'olio alla stessa temperatura. A questo punto unite l'olio alla soda. 

Dissoluzione della soda caustica - Misurazione della temperatura - Unione della soda con l'olio.

Con un frullatore ad immersione emulsionate olio e soda disciolta. Dovete continuare a frullare per una decina di minuti. Se non avete un frullatore ad immersione, vi toccherà mescolare energicamente (con una frusta da cucina) per 30-40 minuti. Inizialmente l'emulsione sarà liquida, ma procedendo diventerà sempre più viscosa ed inizierete a sentire che la miscela fa resistenza. Il sapone sarà pronto quando, sollevando il frullatore, vedrete che il sapone ricadendo si "deposita" lasciando un segno su quello nella pentola. Questo "segno" si chiama nastro.

Inizio - 5 minuti dopo - Formazione del nastro.
Versate nel sapone 15-20 gocce del vostro olio essenziale preferito. Io ve lo raccomando per coprire un pochino l'odore di olio fritto che si attenuerà con la maturazione, ma non scomparirà mai completamente. Però tranquilli non rimane su ciò che lavate! Mescoalte bene e ponete il sapone in uno o due contenitori in plastica. 


I contenitori vanno ora riposti in un posticino tranquillo, coperti con una coperta per mantenere il calore. Dopo 48 ore (domani sera per me) si potranno rimuovere dagli stampi. Il sapone dovrà a questo punto maturare 40 giorni a temperatura ambiente. 

Vi aspetto domani sera per sapere se il mio sapone è solido nonostante la soda non correttamente pesata. 

Nel frattempo date anche un'occhiatina alle mie ricette. Ieri sera ho preparato dei filettini di platessa impanati cotti al forno, gnam!!

Buona giornata!

Emanuela

martedì 28 gennaio 2014

Non so che aspirapolvere pigliare 2!!

Aggiornamento del post precedente:

sgoogola che ti sgoogola guarda cosa trovo?



E' un confronto tra un'aspirapolvere a traino Dyson e una Bosch!


E questo è Dyson vs Miele!

Che ne dite?

Emanuela

Non so che aspirapolvere pigliare!!

Ciao a tutti,

oggi sono alle prese con la scelta della nuova aspirapolvere. Qualche tempo fa la mia Hoover (Sensory 2200) a traino mi ha lasciata dopo anni di impeccabile servizio.

Non avendo molte risorse economiche a disposizione, ho optato per l'aquisto di una Necchi Rotea R3 a traino senza sacco a 99 euro (offerta on-line), che aveva una serie di funzioni interessanti, tra cui i comandi sul manico e la spazzola pavimenti con le setole rotanti.

L'aspirapolvere mantiene ciò che promette: i comandi sul manico permettono di gestire accensione e potenza senza doversi chinare, il traino è molto agile nel movimento e la spazzola per pavimenti rotante cattura più polvere rispetto alla spazzola tappeti-pavimenti (inclusa nella confezione).

Tuttavia non avevo considerato i numerosi tappeti presenti in casa mia e i due gatti. Il pelo dei miei cuccioli intasa il filtro costringendomi a lavarlo ad ogni utilizzo, pena calo di potenza, e la spazzola combinata tappeti-pavimenti non presenta spazzole rotanti il che, unito alla non sufficiente potenza di aspirazione, fa si che non venga rimosso tutto lo sporco dalle fibre.

Conclusione: aspirapolvere con buon rapporto qualità-prezzo ma consigliata per chi non ha animali e tappeti.

Per capodanno, in previsione della visita di mia sorella, soggetto fortemente allergico ai gatti, ho chiesto in prestito ai miei la Folletto kobolt 135. 

Premetto che mia mamma è innamorata della Folletto e non la cambierebbe per nulla al mondo, mentre io non ho la stessa passione. Devo però dire che la forza di aspirazione è eccezionale e che i mie tappeti sono splendenti. 

Tuttavia di contro ha il fatto che non passa sotto tutti i mobili e all'interno di tutti i petugi. Per poter pulire bene negli anfratti è necessaio smontare l'accessorio "scopa" dal motore, smontare il manico, attaccare la cinghia ed appendersi il motore alla spalla, agganciare il tubo flessibile, lancia e bocchettone ... 10 minuti persi per il monta e smonta ogni volta, oltre alla scomodità di dover portare "a spalluccia" il motore.

Stessa cosa vale per il picchio, accessorio che pulisce i divani e, voi capirete, che con due gatti che ogni tanto vi si fanno una passeggiatina, per me la pulizia  del divano è un'incombenza  quotidiana. 

Per non parlare del costo proibitivo! Intorno ai 2000 euro per il nuovo modello full optional. On-line si trova anche a meno, ma comunque mai sotto i 600 euro. Inoltre i sacchetti originali costano 5 euro l'uno e considerando che ho quella di mia mamma da capodanno e la spia indica che il sacchetto (nuovo) è pieno oltre la metà, vuol dire che mi serviranno almento 5-6 sacchetti all'anno. 

Ricordandomi della passione di una mia ex-collega per Dyson, mi sono fatta una cultura, ma devo dire che non mi ha convinto completamente. Innanzi tutto dalle recensioni ho appreso che non aspira particelle di sporco un pò grandi (briciole) ed io ho due gatti che portano in casa sassolini, fili d'erba ecc. ed un bambino che quando fa merenda potrebbe nutrire anche una colonia di formiche; inoltre, puntavo sul modello a scopa con tubo estraibile (perché ha la spazzola elettrica con le setole che girano), ma sembra veramente molto ingombrante. 

Per raccogliere lo sporco più grosso con il modello Dyson DC42 allergy è necessario sfilare il tubo e la lancia e montare la spazzola aggiuntiva (da acquistare a parte); stessa cosa vale per poter passare sotto i mobili o i letti, cosa che non mi sembra molto agevole. 

Considerando il prezzo non proprio economico di questo modello (€ 605) ho proprio molta paura di fare un buco nell'acqua.

Ora non so proprio che pesci pigliare! 

Mi sta anche passando per la testa di prendere ancora Hoover. Esiste un modello a traino potente e con la spazzola battitappeto che costa intorno ai 300 euro. Considerate che la mia prima Hoover mi era costata intorno ai 250 euro.  

Il mio cruccio è la pulizia dei tappeti. Purtroppo l'unica marca che produce un traino con battitappeto elettrico è la Lindhouse. A prescindere dal fatto che non conosco la marca, diffido sempre un pochino di quei produttori che non ti dicono il prezzo. Di questa marca sono riuscita con molta fatica a trovare il prezzo in dollari (riservato al mercato americano) ovvero 1299 dollari, pari a circa 830 euro. Non esistono rivenditori e si acquista tramite il loro commerciale.

Non so proprio cosa farò, l'unica cosa certa è che sono stanca di vedere paesaggi da film western con rotoli di polvere vaganti per casa. 

Torno alla mia ricerca dell'aspirapolvere che non c'è. 

Buona serata!

Emanuela


mercoledì 22 gennaio 2014

Com'è finita con la pasta madre?

Ciao a tutti, 

oggi mi sono resa conto che non vi ho dato più gli aggiornamenti sulla pasta madre che avevo cominciato a produrre in dicembre. 

Purtroppo non è andata tanto bene ... è stata colonizzata da muffe indesiderate. 

Può capitare. Alcuni siti dicono di togliere la parte colonizzata dalle muffe ed andare avanti, ma sinceramente io non mi sono fidata ed ho eliminato tutto. 

Siccome mia cugina, donatrice di macchina per il pane, ha perso le palette impastatrici della macchina (ora inutilizzabile), non ho ritentato l'esperimento per ora, visto e considerato che il mio forno non cuoce bene. 

Oggi cosa state facendo di bello? 

Io sto facendo da baby sitter alla bimba di una coppia di amici. Non sta molto bene, piccina, e sono ormai due ore che dorme. 

Allora ne ho approfittato per postare una ricettina (anzi due) nella sezione ricette. 

Buon pomeriggio!!

Emanuela


martedì 21 gennaio 2014

Senza nemmeno guardarmi allo specchio!

Ciao a tutti,

la mia opera di decluttering sta finalmente giungendo alla fine. Il mobile del soggiorno è stato ampliato e tutto ciò che giaceva nei vari pertugi di casa mia ha finalmente trovato un posto.

In cantina, uno scatolone pieno di oggetti da eliminare attende che io decida la modalità di smaltimento (butto? regalo? vendo?) e le ultime cose che ancora non sono posizionate nel modo a me più congeniale stanno trovando collocazione.

Il mio stato di desperate housewife invece va sempre peggio. L'ho realizzato questa mattina, quando nel portare il mio piccino alla materna, ho varcato la porta di casa rendendomi conto qualche minuto dopo, che non mi ero nemmeno sistemata i capelli, arruffati e scompigliati così come la fascia per capelli usata per lavarmi agevolmente il viso li aveva lasciati.

Ormai tuta e pigiama sono gli unici indumenti che si alternano addosso a me e considerando che nel fine settimana rottameremo la macchina del mio compagno, rimanendo con una macchina sola, temo che l'impossibilità di andare oltre i confini di Lucernate agevolmente, peggiorerà ulteriormente le cose.

Certo che mi chiedo come si faccia a trovare la voglia di vestirsi adeguatamente e magari di truccarsi solo per accompagnare il tuo piccino a scuola. Eppure vedo le mamme casalinghe dei compagni di mio figlio opportunamente agghindate stile "uomini e donne" immancabilmente ogni mattina.

Brave, vi faccio i miei complimenti! Io se potessi uscire in mutande lo farei :-)!

La verità è che la felicità non è il fine, ma il mezzo e probabilmente se fossi un pochino più felice avrei anche più voglia di coccolarmi e curare il mio aspetto.

Ma ci sto lavorando!!

Ho comprato un libro: "Guarisci te stesso" di Louise L. Hay. Il libro non è scritto da lei ma da una sua amica medico Dr. Mona Lisa Schulz.

Lo sto ancora "studiando" però il messaggio che la Hay vuole passare è che ciò che siamo è lo specchio della nostra mente e che possiamo cambiare lo status quo cambiando il modo di percepire noi stessi. L'autrice non promette guarigioni sicure, ma promette una vita migliore.

Non so se il suo metodo funzioni davvero, ma intanto mi ha dato un pò di positività, tanto quanto basta per spingermi ad iscrivermi ad un concorso pubblico per titoli ed esami. Ora mi toccherà studiare ... male non può farmi!

Quindi nel prossimo futuro le mie giornate saranno occupate dallo studio: per il concorso, per ritrovare la felicità, per ritrovare un pochino di salute.

Proprio per quest'ultimo proposito sto studiando anche alcuni approcci dietetici, ma ammetto che più leggo più sono confusa. Tutti forniscono spiegazioni molto belle su come il regime dietetico da loro sostenuto possa apportare un contributo positivo sullo stato di salute. Uno in particolare, sostenitore della macrobiotica, dice addirittura che con il suo metodo è possibile guarire da qualsiasi malattia in 10 giorni.

Da biologa devo dire che tutti i metodi fin'ora analizzati (veganesimo, crudismo, macrobiotica) non mi convincono: mi sembrano tutti estremamente sbilanciati dal punto di vista nutrizionale. Devo dire però che stanno diventando fonte di ispirazione per alcune ricettine interessanti. Ci sto lavorando, nei prossimi giorni ne posto qualcuna.

Ora vado a sistemare le ultime cose prima dell'arrivo del mio piccolino.

Buona serata!!

Emanuela

giovedì 2 gennaio 2014

Declutteriamo?

Ciao a tutti,

come avete passato le festività natalizie? Io mica tanto bene, costretta a letto dalla gastroenterite i giorni tra la vigilia e S. Stefano non hanno avuto nulla di magico.

In compenso il mio bimbo, grazie all'impegno del papà, si è divertito moltissimo sia a stare con i parenti sia a scartare i numerosi pacchetti ricevuti.

Ora la sua mini cameretta nel mio mini appartamento necessita più che mai di una seria sistemata per far posto ai nuovi arrivi e visto che abbiamo deciso di aggiungere qualche elemento del soggiorno (Ikea naturalmente), ho deciso di seguire le regole del feng shui e preparare l'ambiente ai nuovi mobili.

Il feng shui è l'arte di posizionare case, oggetti, mobilio e tutto ciò che ha a che fare con l'abitazione e l'urbanistica, tenendo conto degli aspetti geologici, psichici e astrologici. Chiaramente non ci sono evidenze che vi siano dei vantaggi ad arredare la casa seguendo le regole del feng shui, ma trovo che alcuni principi siano utili per poter avere un ambiente armonioso in cui vivere.

Prima di spostare mobili o pitturare pareti, il feng shui prevede di fare ordine con criterio, attività conosciuta con il termine decluttering.

Pronti? via!!

Preparate due scatoloni. In uno metterete le cose non riutilizzabili che sono quindi destinate al riciclo o alla piattaforma ecologica; nell'altro metterete invece tutte quelle cose che possono essere ancora utilizzate.

Iniziate da una stanza. Non abbiate fretta! Avete impiegato anni ad accumulare, ci vorrà tempo per decidere cosa veramente serve e cosa invece crea solo disordine.

Ponetevi alcune semplici domande per stabilire cosa tenere e cosa no:

  1. Funziona ancora?
  2. Se si rompesse ne compreresti uno nuovo?
  3. Ha uno scopo? 
  4. L’ho mai usato?
  5. La state conservando per una non meglio identificata occasione futura?
  6. È davvero un ricordo?

Se la risposta alle prime 4 domande è no, dovrete solo stabilire in quale dei due scatoloni mettere l'oggetto.

Se arrivate ad un punto di stallo, chiedete aiuto: le persone che sono meno coinvolte dall'aspetto emotivo legato ad un oggetto sono più obiettive nello stabilire la vera utilità delle cose.

Una volta riempiti i due scatoloni gli oggetti devono uscire da casa vostra. Gli oggetti ancora utilizzabili possono essere venduti, barattati o regalati, starà a voi scegliere la modalità. Gli oggetti non più utilizzabili devono essere adeguatamente separati per il riciclo classico, non dimenticando la possibilità di farne dono per il riciclo creativo.

Personalmente ho utilizzato spesso piattaforme come e-bay, Reoose ed il gruppo facebook "Te lo regalo se vieni a prenderlo" per liberarmi degli oggetti ancora in buono stato, ma anche per donare materiale per il riciclo creativo.

Mi sa che a breve avrò tante cosine da barattare o regalare.

Buon decluttering a tutti!!

Emanuela

mercoledì 1 gennaio 2014

Benvenuti nel 2014!

Il treno del tempo senza retromarcia ha superato una nuova tappa e ci ha portato inesorabilmente nel 2014.

Con la mano, dal finestrino, salutiamo ciò che è stato e che non sarà più e mai come quest'anno il mio primo pensiero va a chi aveva il biglietto con destinazione 2013. Ora guardando dal finestrino indietro nel tempo non potrò fare a meno di vedere il loro ricordo che riposa sereno su di un prato fiorito dopo il lungo viaggio.

Saliamo e scendiamo da questo treno senza aver scelto di farlo ed una volta in corsa, non possiamo far altro che viaggiare, in avanti, inesorabilmente. Alcune persone si siedono accanto a noi per molto tempo; altre passano, ci lasciano frammenti di memoria e proseguono verso un altro vagone e noi, composti di infinitesimi frammenti, cresciamo ogni giorno sempre un pò di più.

All'inizio del viaggio i frammenti sono dei colori della vita, ma nel tempo, frammenti scuri coprono i colori costringendoci ad un costante e faticoso lavoro per ordinare e non perdere di vista i momenti importanti della vita.

Il 2013 mi ha lasciato tanti frammenti scuri e solo alcuni colorati e quest'anno fare ordine è stato veramente difficile. Un anno arido di opportunità e gelido di umanità, con faticose e lunghe salite seguite da piccole e flebili discese.

Ora mi chiedo che frammenti lascerà lungo il percorso il nuovo anno. Mi armo di buoni propositi e riempio di speranza gli spazi tra i frammenti  nel tentativo di proteggere la fiamma calda e delicata dell'anima.

E a voi tutti auguro di poter vedere realizzati i sogni che rappresentano l'essenza della vostra esistenza e di aver la possibilità di godere a pieno del viaggio attraverso il 2014.

Buon anno!!

Emanuela


lunedì 9 dicembre 2013

W gli addobbi!!!

Ciao a tutti,

finalmente ci siamo!! Le case di chi come me amano le vecchie tradizioni domenica si sono illuminate delle luci del Natale e dei sorrisi dei bambini!

Non vedevo l'ora! Casa mia sembra ancora più bella. Il bello di quest'anno è che il mio bimbo ora canticchia canzoncine ed insieme improvvisiamo improbabili balletti!

Gli ultimi due giorni non ho aggiornato il mio blog perché sabato ne ho approfittato per andare anche quest'anno alla fiera dell'artigianato e ieri chiaramente abbiamo addobbato la casa. 

Per quanto riguarda la fiera quest'anno non avevo grossa disponibilità, ma è comunque interessante e fonte di ispirazione fare un giro tra gli artigiani. Sono riuscita anche a fare piccoli affari portandomi a casa 125 g di burro di karitè a 5 euro, 9 bacche di vaniglia bourbon a 5 euro, un bel pacchettino di cannella in stecca a 3 euro e ben un chilo di miele di girasole (buonissimo!!) a 7,5 euro. Posso ritenermi soddisfatta!

Al ritorno dalla fiera e prima di correre a cena da mio cognato, ho anche rinfrescato la mia pasta madre, togliendone la metà (meno di un etto) e aggiungendo 50 ml di acqua e 100 g di farina.  Siccome la pallina si era asciugata in superficie nell'eliminare la metà dell'impasto ho tolto la parte secca, ho aggiunto un goccino d'acqua sul fondo del contenitore e invece di utilizzare il panno ho adagiato il coperchio del contenitore in modo da lasciare una fessura per l'aria. Per la fretta non ho fatto la foto, considerate che la pallina di pasta non era molto diversa da come era all'inizio. 

Ieri ha iniziato a fermentare. Ecco com'era intorno alle 5 del pomeriggio:



Ho fatto un secondo rinfresco come descritto sopra e continuerò così fino a quando la pasta non inizierà a lievitare in 4 ore (ci potrebbero volere anche 15 giorni).

Nel frattempo utilizzerò il coperchio del contenitore e non il panno per proteggere l'attuale colonizzazione della pasta e nel caso dovesse seccare troppo, aggiungerò un goccino d'acqua sul fondo del contenitore.

A presto

Emanuela

venerdì 6 dicembre 2013

Pasta acida o pasta madre? Sicuramente lievito naturale!

Ciao a tutti, 
qualche tempo fa parlando con mia cugina sono venuta a conoscenza che possiede una macchina per il pane che lei non usa. Allora, da brava re-user, ho chiesto se fosse disponibile a prestarmela, perché l'idea di fare il pane in casa mi ha sempre allettato. 

Per un periodo ho provato a fare il pane in casa, ma la cottura nel mio forno non mi soddisfaceva: il pane risultava troppo duro nella crosta e non ben cotto nel centro. Non sono mai riuscita a settare il forno adeguatamente, ma la causa potrebbe anche essere del forno vecchio che scalda di più verso la parete di dietro e meno verso la porta. Avevo anche provato a fare la pasta madre (o pasta acida o lievito naturale), ma ho commesso alcuni errori che non mi hanno portato ad un buon risultato.

Tuttavia considerando che a distanza di tempo non vi è ancora una legge che obblighi a specificare quando il pane è ottenuto mediante addizione di enzimi e visto che la cuginetta mi presta la macchina per il pane è arrivato il momento di riprovarci. 

Il pane ottenuto mediante lievitazione con aggiunta di enzimi è infatti molto diffuso ed impossibile da distinguere da quello a lievitazione naturale. Ha il grande vantaggio di permettere lievitazioni veloci (comode in un'epoca in cui vogliamo pane fresco a tutte le ore) producendo un pane soffice e fragrante, ma al contempo produce un pane con un indice glicemico, ovvero, la velocità con cui aumenta il valore della glicemia nel sangue a seguito dell'ingestione di un alimento, altissimo e l'ingestione di 100 g di questo pane è paragonabile a l'ingestione di 100 g di zucchero. Che cosa vuol dire? Vuol dire che quando mangiamo questo pane avremo un senso di sazietà momentaneo che si esaurisce in fretta, poiché i recettori della fame sono regolati dal riempimento dello stomaco e dalla glicemia, e quest'ultima si impenna dopo il pasto e crolla velocemente grazie all'azione dell'insulina. Se si è in salute questo non è nocivo, anche se può portare a mettere su peso, ma pensate cosa accade ad una persona diabetica!

Purtroppo questo è uno dei difetti del nostro tempo, in cui alimenti ottenuti con processi industriali e alimenti ottenuti in maniera tradizionale coesistono e la legge non si consente di scegliere in maniera consapevole. 

Ma ritorniamo alla panificazione tradizionale. Il lievito naturale si ottiene mescolando acqua e farina e lasciando che Madre Natura faccia il resto. I batteri presenti nell'aria intaccheranno l'impasto ed inizieranno a fermentare lo zucchero (amido), creando anidride carbonica (CO2) che potremo apprezzare con la formazione di bolle nell'impasto. Rinfrescando l'impasto si fornirà ai batteri nuova materia prima da fermentare e si otterrà la colonizzazione stabile di lieviti e lattobacilli. 

Il lievito naturale è quindi differente dalla pasta di riporto, che si ottiene conservando parte dell'impasto per il pane a cui si è aggiunto del lievito di birra. Il lievito naturale contiene un mix di batteri e lieviti con un potere nutritivo molto superiore e una digeribilità più elevata. 

Ci vorranno circa 20 giorni per ottenere una pasta madre che abbia la "forza" per poter far lievitare l'impasto per il pane. Iniziando oggi se tutto andrà bene dovrei ottenere la mia pasta madre per Santo Stefano, giorno in cui andrò a prendere la macchina per il pane. 

Ecco cosa ho fatto: 

ho preso 100 g di farina 0 e ho aggiunto 60 ml di acqua tiepida e li ho versati in un contenitore capiente (fig. A). Ho impastato fino ad ottenere una pallina liscia e omogenea (fig. B). Ho coperto con un panno, fissandolo al contenitore con un elastico (fig. C). Ho riposto il contenitore a riparo dalla luce a temperatura ambiente (no vicino ai termosifoni!!). 


Ora devo solo aspettare 24 ore. Domani alla stessa ora eliminerò 100 g di impasto e lo sostituirò con altri 100 g di farina e 50 ml di acqua.

Speriamo a questo giro di ottenere un buon lievito naturale.

Buona lievitazione!!

Emanuela

mercoledì 4 dicembre 2013

Tanto che cosa hai da fare??

Piccola riflessione sulle assurdità che si dicono alle persone disoccupate. 

Chi è disoccupato si trova suo malgrado a sentire una serie di sciocchezze uscire dalla bocca di chi lavora e spesso non è tanto quello che viene detto, ma come ciò viene detto. Appurato che chi è a casa ha molto più tempo libero rispetto a chi lavora, questo non vuol dire che chiunque possa sentirsi libero di proporti i passatempi più svariati e privi di qualsiasi fondamento di ragionevolezza. 

"Perché non vai in banca tanto che cosa hai da fare? (aria di sufficienza) Così non ti annoi! (sorriso sarcastico)". Certo, è risaputo che fare la coda in banca o in posta sia un passatempo ambito dai più. Io non vedo l'ora di alzarmi la mattina e di andare a fare la coda in posta!! Come sono fortunata ad avere il tempo per poterlo fare!!

"Perché non esci! Fatti un giro per il quartiere, prendi un pò d'aria che ti fa bene!" Anche questa attività è risaputo essere la preferita dalle persone che lavorano. Ci sono lavoratori disperati all'idea di non avere il tempo per fare una passeggiata in solitario ed al freddo per il quartiere desolato di periferia! 

"Dai guarda il lato positivo, puoi fare le pulizie di casa un pò alla volta senza ammazzarti di lavoro!" Vedi che stupida che sono! Tutti i giorni posso svegliarmi e gioire di poter pulire oggi il bagno, domani la cucina, poi il soggiorno, la camera e infine ricominciare da capo!! Giorno dopo giorno, inesorabilmente e sempre in solitudine!! Ma quanto sono fortunata ad avere il tempo per poterlo fare!!

Inoltre se sei a casa hai sicuramente il tempo per fare la spesa, farti fare 20 preventivi per la canna fumaria, tenere in ordine i documenti, intrattenere rapporti con il vicinato, andare a fare utili giri per negozi senza soldi in tasca, bere un caffè con le amiche (che lavorano: virtuale quindi?), cucinare manicaretti all'altezza di Master chef, ecc..

"Ciao! Senti, scusa, posso chiederti un favore?" "Si, certo, dimmi pure!" "Prepareresti 40 stelline di carta per decorare lo sfondo del palco per la recita? Tu non lavori, giusto?"

Già, giusto. E quindi eccomi qui a disegnare e ritagliare stelline di carta per la recita del mio piccino e tra disegna e ritaglia 2 ore della mia giornata se ne sono andate. Tanto che cos'ho da fare?


Il problema non è il tempo libero o i modi per impegnare il tempo, il problema è il valore che la gente da al tuo tempo da disoccupata, che sicuramente vale meno del loro. Pensare che basterebbe un semplice "Hai tempo per...?" di circostanza a fare da pacere ... Forse loro, che sono la forza lavoro e che fanno quello che fai tu in meno tempo, considerano te da un lato fortunata ad avere tutto quel tempo libero e dall'altro ingrata perché non ne sai gioire.

Ma d'altronde prima o poi tutti dobbiamo fare i conti con il karma, e ora tocca a me, perché io quando lavoravo parlavo ai disoccupati come ora chi lavora parla a me!! E questo serve, serve tanto a capire che non bisognerebbe mai giudicare le vite degli altri perché nessuno può sapere veramente come vive un'altra persona fino a quando non ci si trova negli stessi panni.

Non si può capire la noia nel ripetere le stesse cose giorno dopo giorno. Certo, so che anche il lavoro è ripetitivo, ma il solo fatto di scambiare due parole con il collega o con il cliente, rende ogni giornata differente dalla precedente.

Va bene, faccio i conti con il mio karma, taglio stelline e sto zitta! Mi serva da lezione!!

Però almeno voi, mariti, mogli o co.co.co (compagno/a continuativo/a e condannato/a), almeno voi, cercate di comprendere che noi vi siamo immensamente grati per il fatto che vi prendete cura di noi, lavorando e provvedendo al nostro sostentamento, e per questo ricambiamo amorevolmente facendovi trovare una casa accogliente e un pasto adeguato.

Almeno voi cercate di comprendere che se le vostre giornate iniziano accendendo il PC o tirando su la saracinesca e terminano spegnendo il PC e chiudendo la saracinesca, le nostre iniziano al risveglio e terminano quando ritocchiamo il letto.

Almeno voi ogni tanto alzate gli occhi dalla TV e fate la fatidica domanda: " Hai bisogno di aiuto?", perché noi comprendiamo che lavorate, siete stanchi e il vostro tempo libero è prezioso, ma almeno voi, se veramente tenete a noi, ridate valore al nostro tempo

Allora non ve ne saremo solo immensamente grate, ma ricambieremo con tutto il nostro amore!

Emanuela