martedì 28 gennaio 2014

Non so che aspirapolvere pigliare!!

Ciao a tutti,

oggi sono alle prese con la scelta della nuova aspirapolvere. Qualche tempo fa la mia Hoover (Sensory 2200) a traino mi ha lasciata dopo anni di impeccabile servizio.

Non avendo molte risorse economiche a disposizione, ho optato per l'aquisto di una Necchi Rotea R3 a traino senza sacco a 99 euro (offerta on-line), che aveva una serie di funzioni interessanti, tra cui i comandi sul manico e la spazzola pavimenti con le setole rotanti.

L'aspirapolvere mantiene ciò che promette: i comandi sul manico permettono di gestire accensione e potenza senza doversi chinare, il traino è molto agile nel movimento e la spazzola per pavimenti rotante cattura più polvere rispetto alla spazzola tappeti-pavimenti (inclusa nella confezione).

Tuttavia non avevo considerato i numerosi tappeti presenti in casa mia e i due gatti. Il pelo dei miei cuccioli intasa il filtro costringendomi a lavarlo ad ogni utilizzo, pena calo di potenza, e la spazzola combinata tappeti-pavimenti non presenta spazzole rotanti il che, unito alla non sufficiente potenza di aspirazione, fa si che non venga rimosso tutto lo sporco dalle fibre.

Conclusione: aspirapolvere con buon rapporto qualità-prezzo ma consigliata per chi non ha animali e tappeti.

Per capodanno, in previsione della visita di mia sorella, soggetto fortemente allergico ai gatti, ho chiesto in prestito ai miei la Folletto kobolt 135. 

Premetto che mia mamma è innamorata della Folletto e non la cambierebbe per nulla al mondo, mentre io non ho la stessa passione. Devo però dire che la forza di aspirazione è eccezionale e che i mie tappeti sono splendenti. 

Tuttavia di contro ha il fatto che non passa sotto tutti i mobili e all'interno di tutti i petugi. Per poter pulire bene negli anfratti è necessaio smontare l'accessorio "scopa" dal motore, smontare il manico, attaccare la cinghia ed appendersi il motore alla spalla, agganciare il tubo flessibile, lancia e bocchettone ... 10 minuti persi per il monta e smonta ogni volta, oltre alla scomodità di dover portare "a spalluccia" il motore.

Stessa cosa vale per il picchio, accessorio che pulisce i divani e, voi capirete, che con due gatti che ogni tanto vi si fanno una passeggiatina, per me la pulizia  del divano è un'incombenza  quotidiana. 

Per non parlare del costo proibitivo! Intorno ai 2000 euro per il nuovo modello full optional. On-line si trova anche a meno, ma comunque mai sotto i 600 euro. Inoltre i sacchetti originali costano 5 euro l'uno e considerando che ho quella di mia mamma da capodanno e la spia indica che il sacchetto (nuovo) è pieno oltre la metà, vuol dire che mi serviranno almento 5-6 sacchetti all'anno. 

Ricordandomi della passione di una mia ex-collega per Dyson, mi sono fatta una cultura, ma devo dire che non mi ha convinto completamente. Innanzi tutto dalle recensioni ho appreso che non aspira particelle di sporco un pò grandi (briciole) ed io ho due gatti che portano in casa sassolini, fili d'erba ecc. ed un bambino che quando fa merenda potrebbe nutrire anche una colonia di formiche; inoltre, puntavo sul modello a scopa con tubo estraibile (perché ha la spazzola elettrica con le setole che girano), ma sembra veramente molto ingombrante. 

Per raccogliere lo sporco più grosso con il modello Dyson DC42 allergy è necessario sfilare il tubo e la lancia e montare la spazzola aggiuntiva (da acquistare a parte); stessa cosa vale per poter passare sotto i mobili o i letti, cosa che non mi sembra molto agevole. 

Considerando il prezzo non proprio economico di questo modello (€ 605) ho proprio molta paura di fare un buco nell'acqua.

Ora non so proprio che pesci pigliare! 

Mi sta anche passando per la testa di prendere ancora Hoover. Esiste un modello a traino potente e con la spazzola battitappeto che costa intorno ai 300 euro. Considerate che la mia prima Hoover mi era costata intorno ai 250 euro.  

Il mio cruccio è la pulizia dei tappeti. Purtroppo l'unica marca che produce un traino con battitappeto elettrico è la Lindhouse. A prescindere dal fatto che non conosco la marca, diffido sempre un pochino di quei produttori che non ti dicono il prezzo. Di questa marca sono riuscita con molta fatica a trovare il prezzo in dollari (riservato al mercato americano) ovvero 1299 dollari, pari a circa 830 euro. Non esistono rivenditori e si acquista tramite il loro commerciale.

Non so proprio cosa farò, l'unica cosa certa è che sono stanca di vedere paesaggi da film western con rotoli di polvere vaganti per casa. 

Torno alla mia ricerca dell'aspirapolvere che non c'è. 

Buona serata!

Emanuela


mercoledì 22 gennaio 2014

Com'è finita con la pasta madre?

Ciao a tutti, 

oggi mi sono resa conto che non vi ho dato più gli aggiornamenti sulla pasta madre che avevo cominciato a produrre in dicembre. 

Purtroppo non è andata tanto bene ... è stata colonizzata da muffe indesiderate. 

Può capitare. Alcuni siti dicono di togliere la parte colonizzata dalle muffe ed andare avanti, ma sinceramente io non mi sono fidata ed ho eliminato tutto. 

Siccome mia cugina, donatrice di macchina per il pane, ha perso le palette impastatrici della macchina (ora inutilizzabile), non ho ritentato l'esperimento per ora, visto e considerato che il mio forno non cuoce bene. 

Oggi cosa state facendo di bello? 

Io sto facendo da baby sitter alla bimba di una coppia di amici. Non sta molto bene, piccina, e sono ormai due ore che dorme. 

Allora ne ho approfittato per postare una ricettina (anzi due) nella sezione ricette. 

Buon pomeriggio!!

Emanuela


martedì 21 gennaio 2014

Senza nemmeno guardarmi allo specchio!

Ciao a tutti,

la mia opera di decluttering sta finalmente giungendo alla fine. Il mobile del soggiorno è stato ampliato e tutto ciò che giaceva nei vari pertugi di casa mia ha finalmente trovato un posto.

In cantina, uno scatolone pieno di oggetti da eliminare attende che io decida la modalità di smaltimento (butto? regalo? vendo?) e le ultime cose che ancora non sono posizionate nel modo a me più congeniale stanno trovando collocazione.

Il mio stato di desperate housewife invece va sempre peggio. L'ho realizzato questa mattina, quando nel portare il mio piccino alla materna, ho varcato la porta di casa rendendomi conto qualche minuto dopo, che non mi ero nemmeno sistemata i capelli, arruffati e scompigliati così come la fascia per capelli usata per lavarmi agevolmente il viso li aveva lasciati.

Ormai tuta e pigiama sono gli unici indumenti che si alternano addosso a me e considerando che nel fine settimana rottameremo la macchina del mio compagno, rimanendo con una macchina sola, temo che l'impossibilità di andare oltre i confini di Lucernate agevolmente, peggiorerà ulteriormente le cose.

Certo che mi chiedo come si faccia a trovare la voglia di vestirsi adeguatamente e magari di truccarsi solo per accompagnare il tuo piccino a scuola. Eppure vedo le mamme casalinghe dei compagni di mio figlio opportunamente agghindate stile "uomini e donne" immancabilmente ogni mattina.

Brave, vi faccio i miei complimenti! Io se potessi uscire in mutande lo farei :-)!

La verità è che la felicità non è il fine, ma il mezzo e probabilmente se fossi un pochino più felice avrei anche più voglia di coccolarmi e curare il mio aspetto.

Ma ci sto lavorando!!

Ho comprato un libro: "Guarisci te stesso" di Louise L. Hay. Il libro non è scritto da lei ma da una sua amica medico Dr. Mona Lisa Schulz.

Lo sto ancora "studiando" però il messaggio che la Hay vuole passare è che ciò che siamo è lo specchio della nostra mente e che possiamo cambiare lo status quo cambiando il modo di percepire noi stessi. L'autrice non promette guarigioni sicure, ma promette una vita migliore.

Non so se il suo metodo funzioni davvero, ma intanto mi ha dato un pò di positività, tanto quanto basta per spingermi ad iscrivermi ad un concorso pubblico per titoli ed esami. Ora mi toccherà studiare ... male non può farmi!

Quindi nel prossimo futuro le mie giornate saranno occupate dallo studio: per il concorso, per ritrovare la felicità, per ritrovare un pochino di salute.

Proprio per quest'ultimo proposito sto studiando anche alcuni approcci dietetici, ma ammetto che più leggo più sono confusa. Tutti forniscono spiegazioni molto belle su come il regime dietetico da loro sostenuto possa apportare un contributo positivo sullo stato di salute. Uno in particolare, sostenitore della macrobiotica, dice addirittura che con il suo metodo è possibile guarire da qualsiasi malattia in 10 giorni.

Da biologa devo dire che tutti i metodi fin'ora analizzati (veganesimo, crudismo, macrobiotica) non mi convincono: mi sembrano tutti estremamente sbilanciati dal punto di vista nutrizionale. Devo dire però che stanno diventando fonte di ispirazione per alcune ricettine interessanti. Ci sto lavorando, nei prossimi giorni ne posto qualcuna.

Ora vado a sistemare le ultime cose prima dell'arrivo del mio piccolino.

Buona serata!!

Emanuela

giovedì 2 gennaio 2014

Declutteriamo?

Ciao a tutti,

come avete passato le festività natalizie? Io mica tanto bene, costretta a letto dalla gastroenterite i giorni tra la vigilia e S. Stefano non hanno avuto nulla di magico.

In compenso il mio bimbo, grazie all'impegno del papà, si è divertito moltissimo sia a stare con i parenti sia a scartare i numerosi pacchetti ricevuti.

Ora la sua mini cameretta nel mio mini appartamento necessita più che mai di una seria sistemata per far posto ai nuovi arrivi e visto che abbiamo deciso di aggiungere qualche elemento del soggiorno (Ikea naturalmente), ho deciso di seguire le regole del feng shui e preparare l'ambiente ai nuovi mobili.

Il feng shui è l'arte di posizionare case, oggetti, mobilio e tutto ciò che ha a che fare con l'abitazione e l'urbanistica, tenendo conto degli aspetti geologici, psichici e astrologici. Chiaramente non ci sono evidenze che vi siano dei vantaggi ad arredare la casa seguendo le regole del feng shui, ma trovo che alcuni principi siano utili per poter avere un ambiente armonioso in cui vivere.

Prima di spostare mobili o pitturare pareti, il feng shui prevede di fare ordine con criterio, attività conosciuta con il termine decluttering.

Pronti? via!!

Preparate due scatoloni. In uno metterete le cose non riutilizzabili che sono quindi destinate al riciclo o alla piattaforma ecologica; nell'altro metterete invece tutte quelle cose che possono essere ancora utilizzate.

Iniziate da una stanza. Non abbiate fretta! Avete impiegato anni ad accumulare, ci vorrà tempo per decidere cosa veramente serve e cosa invece crea solo disordine.

Ponetevi alcune semplici domande per stabilire cosa tenere e cosa no:

  1. Funziona ancora?
  2. Se si rompesse ne compreresti uno nuovo?
  3. Ha uno scopo? 
  4. L’ho mai usato?
  5. La state conservando per una non meglio identificata occasione futura?
  6. È davvero un ricordo?

Se la risposta alle prime 4 domande è no, dovrete solo stabilire in quale dei due scatoloni mettere l'oggetto.

Se arrivate ad un punto di stallo, chiedete aiuto: le persone che sono meno coinvolte dall'aspetto emotivo legato ad un oggetto sono più obiettive nello stabilire la vera utilità delle cose.

Una volta riempiti i due scatoloni gli oggetti devono uscire da casa vostra. Gli oggetti ancora utilizzabili possono essere venduti, barattati o regalati, starà a voi scegliere la modalità. Gli oggetti non più utilizzabili devono essere adeguatamente separati per il riciclo classico, non dimenticando la possibilità di farne dono per il riciclo creativo.

Personalmente ho utilizzato spesso piattaforme come e-bay, Reoose ed il gruppo facebook "Te lo regalo se vieni a prenderlo" per liberarmi degli oggetti ancora in buono stato, ma anche per donare materiale per il riciclo creativo.

Mi sa che a breve avrò tante cosine da barattare o regalare.

Buon decluttering a tutti!!

Emanuela

mercoledì 1 gennaio 2014

Benvenuti nel 2014!

Il treno del tempo senza retromarcia ha superato una nuova tappa e ci ha portato inesorabilmente nel 2014.

Con la mano, dal finestrino, salutiamo ciò che è stato e che non sarà più e mai come quest'anno il mio primo pensiero va a chi aveva il biglietto con destinazione 2013. Ora guardando dal finestrino indietro nel tempo non potrò fare a meno di vedere il loro ricordo che riposa sereno su di un prato fiorito dopo il lungo viaggio.

Saliamo e scendiamo da questo treno senza aver scelto di farlo ed una volta in corsa, non possiamo far altro che viaggiare, in avanti, inesorabilmente. Alcune persone si siedono accanto a noi per molto tempo; altre passano, ci lasciano frammenti di memoria e proseguono verso un altro vagone e noi, composti di infinitesimi frammenti, cresciamo ogni giorno sempre un pò di più.

All'inizio del viaggio i frammenti sono dei colori della vita, ma nel tempo, frammenti scuri coprono i colori costringendoci ad un costante e faticoso lavoro per ordinare e non perdere di vista i momenti importanti della vita.

Il 2013 mi ha lasciato tanti frammenti scuri e solo alcuni colorati e quest'anno fare ordine è stato veramente difficile. Un anno arido di opportunità e gelido di umanità, con faticose e lunghe salite seguite da piccole e flebili discese.

Ora mi chiedo che frammenti lascerà lungo il percorso il nuovo anno. Mi armo di buoni propositi e riempio di speranza gli spazi tra i frammenti  nel tentativo di proteggere la fiamma calda e delicata dell'anima.

E a voi tutti auguro di poter vedere realizzati i sogni che rappresentano l'essenza della vostra esistenza e di aver la possibilità di godere a pieno del viaggio attraverso il 2014.

Buon anno!!

Emanuela


lunedì 9 dicembre 2013

W gli addobbi!!!

Ciao a tutti,

finalmente ci siamo!! Le case di chi come me amano le vecchie tradizioni domenica si sono illuminate delle luci del Natale e dei sorrisi dei bambini!

Non vedevo l'ora! Casa mia sembra ancora più bella. Il bello di quest'anno è che il mio bimbo ora canticchia canzoncine ed insieme improvvisiamo improbabili balletti!

Gli ultimi due giorni non ho aggiornato il mio blog perché sabato ne ho approfittato per andare anche quest'anno alla fiera dell'artigianato e ieri chiaramente abbiamo addobbato la casa. 

Per quanto riguarda la fiera quest'anno non avevo grossa disponibilità, ma è comunque interessante e fonte di ispirazione fare un giro tra gli artigiani. Sono riuscita anche a fare piccoli affari portandomi a casa 125 g di burro di karitè a 5 euro, 9 bacche di vaniglia bourbon a 5 euro, un bel pacchettino di cannella in stecca a 3 euro e ben un chilo di miele di girasole (buonissimo!!) a 7,5 euro. Posso ritenermi soddisfatta!

Al ritorno dalla fiera e prima di correre a cena da mio cognato, ho anche rinfrescato la mia pasta madre, togliendone la metà (meno di un etto) e aggiungendo 50 ml di acqua e 100 g di farina.  Siccome la pallina si era asciugata in superficie nell'eliminare la metà dell'impasto ho tolto la parte secca, ho aggiunto un goccino d'acqua sul fondo del contenitore e invece di utilizzare il panno ho adagiato il coperchio del contenitore in modo da lasciare una fessura per l'aria. Per la fretta non ho fatto la foto, considerate che la pallina di pasta non era molto diversa da come era all'inizio. 

Ieri ha iniziato a fermentare. Ecco com'era intorno alle 5 del pomeriggio:



Ho fatto un secondo rinfresco come descritto sopra e continuerò così fino a quando la pasta non inizierà a lievitare in 4 ore (ci potrebbero volere anche 15 giorni).

Nel frattempo utilizzerò il coperchio del contenitore e non il panno per proteggere l'attuale colonizzazione della pasta e nel caso dovesse seccare troppo, aggiungerò un goccino d'acqua sul fondo del contenitore.

A presto

Emanuela

venerdì 6 dicembre 2013

Pasta acida o pasta madre? Sicuramente lievito naturale!

Ciao a tutti, 
qualche tempo fa parlando con mia cugina sono venuta a conoscenza che possiede una macchina per il pane che lei non usa. Allora, da brava re-user, ho chiesto se fosse disponibile a prestarmela, perché l'idea di fare il pane in casa mi ha sempre allettato. 

Per un periodo ho provato a fare il pane in casa, ma la cottura nel mio forno non mi soddisfaceva: il pane risultava troppo duro nella crosta e non ben cotto nel centro. Non sono mai riuscita a settare il forno adeguatamente, ma la causa potrebbe anche essere del forno vecchio che scalda di più verso la parete di dietro e meno verso la porta. Avevo anche provato a fare la pasta madre (o pasta acida o lievito naturale), ma ho commesso alcuni errori che non mi hanno portato ad un buon risultato.

Tuttavia considerando che a distanza di tempo non vi è ancora una legge che obblighi a specificare quando il pane è ottenuto mediante addizione di enzimi e visto che la cuginetta mi presta la macchina per il pane è arrivato il momento di riprovarci. 

Il pane ottenuto mediante lievitazione con aggiunta di enzimi è infatti molto diffuso ed impossibile da distinguere da quello a lievitazione naturale. Ha il grande vantaggio di permettere lievitazioni veloci (comode in un'epoca in cui vogliamo pane fresco a tutte le ore) producendo un pane soffice e fragrante, ma al contempo produce un pane con un indice glicemico, ovvero, la velocità con cui aumenta il valore della glicemia nel sangue a seguito dell'ingestione di un alimento, altissimo e l'ingestione di 100 g di questo pane è paragonabile a l'ingestione di 100 g di zucchero. Che cosa vuol dire? Vuol dire che quando mangiamo questo pane avremo un senso di sazietà momentaneo che si esaurisce in fretta, poiché i recettori della fame sono regolati dal riempimento dello stomaco e dalla glicemia, e quest'ultima si impenna dopo il pasto e crolla velocemente grazie all'azione dell'insulina. Se si è in salute questo non è nocivo, anche se può portare a mettere su peso, ma pensate cosa accade ad una persona diabetica!

Purtroppo questo è uno dei difetti del nostro tempo, in cui alimenti ottenuti con processi industriali e alimenti ottenuti in maniera tradizionale coesistono e la legge non si consente di scegliere in maniera consapevole. 

Ma ritorniamo alla panificazione tradizionale. Il lievito naturale si ottiene mescolando acqua e farina e lasciando che Madre Natura faccia il resto. I batteri presenti nell'aria intaccheranno l'impasto ed inizieranno a fermentare lo zucchero (amido), creando anidride carbonica (CO2) che potremo apprezzare con la formazione di bolle nell'impasto. Rinfrescando l'impasto si fornirà ai batteri nuova materia prima da fermentare e si otterrà la colonizzazione stabile di lieviti e lattobacilli. 

Il lievito naturale è quindi differente dalla pasta di riporto, che si ottiene conservando parte dell'impasto per il pane a cui si è aggiunto del lievito di birra. Il lievito naturale contiene un mix di batteri e lieviti con un potere nutritivo molto superiore e una digeribilità più elevata. 

Ci vorranno circa 20 giorni per ottenere una pasta madre che abbia la "forza" per poter far lievitare l'impasto per il pane. Iniziando oggi se tutto andrà bene dovrei ottenere la mia pasta madre per Santo Stefano, giorno in cui andrò a prendere la macchina per il pane. 

Ecco cosa ho fatto: 

ho preso 100 g di farina 0 e ho aggiunto 60 ml di acqua tiepida e li ho versati in un contenitore capiente (fig. A). Ho impastato fino ad ottenere una pallina liscia e omogenea (fig. B). Ho coperto con un panno, fissandolo al contenitore con un elastico (fig. C). Ho riposto il contenitore a riparo dalla luce a temperatura ambiente (no vicino ai termosifoni!!). 


Ora devo solo aspettare 24 ore. Domani alla stessa ora eliminerò 100 g di impasto e lo sostituirò con altri 100 g di farina e 50 ml di acqua.

Speriamo a questo giro di ottenere un buon lievito naturale.

Buona lievitazione!!

Emanuela